L’ESAME DI DANZA

Finalmente il giorno che ho atteso a lungo è arrivato. Stamattina è un giorno speciale, il giorno dell’esame di danza! E’ il 10 maggio 2016 e il mio cuore batte all’impazzata. Sono riuscita a stento a mandare giù la colazione. Pensate, ho controllato almeno una decina di volte di avere messo tutto l’occorrente nel borsone: body, calzamaglia rosa, scarpette rosa, scarpe e gonna per la danza di carattere, elastico, forcine, retina…ma ho come la sensazione di avere dimenticato qualcosa…qualcosa di fondamentale importanza. Ho portato con me anche un piccolo portafortuna: una scarpetta con la punta, che mi è stata recapitata da mia cugina di secondo grado che è andata a visitare l’Opera di Oslo. Sto fremendo per la paura, l’angoscia e il desiderio che tutto questo finisca al più presto. Mio papà mi ha accompagnata al luogo in cui si svolgerà l’esame e io non ho fatto altro per tutto il tragitto che parlare cercando di scacciare la paura che lentamente si sta impossessando di me. La mia insegnante è agitata quanto noi ballerine. La si vede correre avanti e indietro, mentre cerca di aggiustare chignons venuti male. Io farò l’esame assieme ad altre tre mie amiche del mio stesso corso, costituito da circa 14/15 ragazze. Noi, per circa tre mesi, abbiamo preparato gli esercizi del 6° grado. La suddivisione in gradi è dettata dalla “Royal Academy of Dance”di Londra, nella quale la mia maestra ha studiato, ottenendo una serie di diplomi che le hanno permesso di diventare insegnante di danza classica. Ho cominciato a prepararmi, infilando la calzamaglia rosa, il body nero, le scarpette… poi è il momento dello chignon. Sui nastri delle scarpette spruzziamo la lacca per evitare che si sciolgano mentre eseguiamo gli esercizi. I minuti che ci separano dall’esame diminuiscono sempre più. Io e le mie compagne scattiamo una serie di foto davanti allo specchio per ricordarci, un tempo terminato l’esame, delle emozioni che stiamo provando. E poi ecco che il momento è arrivato, la campanella dell’esaminatrice emette il suo suono e noi in fila entriamo nella stanza, inchinandoci dinnanzi a lei e al pianista che eseguirà le musiche su cui noi tra pochi secondi dovremo eseguire i passi su cui ci siamo esercitate per molto tempo. Ci presentiamo e poi ci muoviamo in direzione della sbarra. La mia paura aumenta, il cuore sbatte contro la gabbia toracica senza sosta, le gambe tremano e io non posso fare nulla per fermarle, inizio a sudare freddo. Poi inizio a ballare, concentrandomi solo sui passi e sulla musica, facendo sparire tutto quello che mi circonda. Mi sollevo sulle punte e ballo. Alla sbarra ci sono stati assegnati i posti che dobbiamo occupare con dei numeri: 1,2,3,4. Io sono la prima! In un esercizio arrivo in anticipo con la musica e sento che il sangue mi tinge il viso di rosso, allora guardo verso l’esaminatrice, ma lei sorride. A quel punto mi rilasso e continuo a ballare. Terminati gli esercizi alla sbarra, ci spostiamo al centro della sala, dove eseguiamo gli esercizi due alla volta. Oramai non sono più spaventata, sono solamente contenta di poter finalmente dimostrare quanto mi sono impegnata in questi mesi…inizia il conto alla rovescia: port de bras, adagio, salti, pirouettes, Grande Allegro, performance classica, che dobbiamo eseguire una per volta, esercizi di Free movement e infine Carattere, il mio cruccio, la cosa in cui riesco meno. Ma finisce tutto, sono arrivata fino in fondo senza grossi problemi. Finalmente è arrivato il momento dell’ inchino e del ringraziamento all’esaminatrice e al pianista.  E poi fuori dalla stanza…tiriamo un respiro di sollievo, è finito tutto! Fuori la nostra insegnante ci domanda come è andata, e noi rispondiamo all’unisono: “Bene!!!”. La stessa domanda mi viene posta da mio padre quando torno in macchina e da mia madre la sera a casa, e il giorno dopo dai miei compagni di classe. Benchè io abbia fatto numerosi esami di danza, non mi sono ancora abituata all’idea e la paura permane, anzi ogni volta cresce.

Benjamin Millepied

Benjamin Millepied nasce in Francia il 10 giugno 1977. La madre, la ballerina  di danza moderna Catherine Flori, lo inizia alla danza alla tenera età di otto anni. Dai 13 ai 16 anni Benjamin studia danza e balletto al ”Conservatoire National de Lyon” con i maestri Marie France e Michel Rahn. Nell’estate del 1992, il giovane ballerino si reca a New York dove frequenta un corso estivo al ”The School of American Ballet”, la scuola ufficiale del ”New York City Ballet”. L’anno seguente viene ammesso alla scuola dopo aver ottenuto dal Ministro francese una borsa di studio, la ‘Bourse Lavoisier’. Alla ”School of American Ballet” (SAB) viene seguito nello studio della danza dai maestri Stanley Williams e Adam Luders. Nel 1994 il talentuoso ballerino ottiene una parte nel balletto ”2 & 3 Part Inventions” di Jerome Robbins, ideato sulle musiche del celebre compositore Johann Sebastian Bach. Le musiche di questo balletto: ” Inventions and Sinfonias” furono composte dal musicista tra il 1720 e il 1723. Il coreografo Robbins ne ha selezionate alcune per il suo balletto, che riporto qui sotto:
-Inventio 1, BWV 772
-Inventio 4, BWV 775
-Sinfonia 4, BWV 790
-Sinfonia 6, BWV 792
-Inventio 12, BWV 783
-Inventio 6, BWV 777
-Sinfonia 11, BWV 797
-Inventio 8, BWV 779
-Inventio 15, BWV 786
-Sinfonia 15, BWV 801
-Sinfonia 9, BWV 795
-Inventio 1, BWV 772

Tra i danzatori che ballarono in questo balletto ricordiamo: Kristina Fernandez, Benjamin Millepied, Eliane Munier, Amaury Lebrun, Riolama Lorenzo, Alex Ketley, Jennifer Chipman e Seth Belliston, un corpo di ballo costituito da otto ballerini ( 4 ballerine e 4 ballerini). La prima del balletto si tenne il 4 giugno 1994.

Nell’ultimo anno che passa al NYCB riceve il premio dal nome ”Mae L. Wien Award for Outstanding Promise”. Nello stesso anno viene invitato a diventare membro della scuola. Nella primavera del 2001 diviene Principal Dancer al NYCB, dove rimane fino al suo addio alle scene nel 2011.

Con il New York City Ballet Benjamin Millepied interpreta un vasto repertorio principalmente di coreografi quali George Balanchine e Jerome Robbins. Molte coreografie sono state ideate proprio per Millepied; tra esse ricordiamo quelle di Jerome Robbins, Alexei Ratmansky, Christopher Wheeldon, Mauro Bigonzetti, Angelin Preljocaj, Peter Martins e molti altri.

Nel 2001 Benjamin inizia la sua carriera da coreografo e nel 2002 scopre la ”Danses Concertantes”, una compagnia che sceglie i ballerini a ogni tour e che per oltre otto anni mette in scena le proprie coreografie  e i suoi repertori nei Teatri più importanti al Mondo.

Dal 2006 al 2007 Benjamin Millepied viene definito ”coreografo in residenza” presso il Baryshnikov Arts Center. Durante la permanenza al BAC  idea un assolo chiamato ”Years Later” per il celeberrimo coreografo Mikhail Baryshnikov.

Nel 2010 è nominato ”Chevalier in the Order of Arts and Letters” dal Ministro francese della cultura.

Molti balletti di Millepied sono conservati nei repertori delle più grandi compagnie del Mondo quali: il New York City Ballet, l’Opéra di Parigi, l’American Ballet Theatre, il Mariinsky e moltissimi altri.

Nel 2010 idea le coreografie e balla  nel film del regista Darren Aronofsky dal titolo ”Il Cigno Nero” (The Black Swan) interpretato da Natalie Portman, attuale moglie del ballerino Benjamin Millepied, Mila Kunis e Vincent Cassel.

Nel 2012 Benjamin Millepied si sposta a Los Angeles dove lavora per la compagnia Los Angeles Dance Project. Il compito di questa speciale compagnia è quello di ammettere al suo interno ballerini emergenti in modo da permettere loro di dimostrare il proprio talento.

Sempre nel 2012 Millepied collabora con il compositore Nico Muhly e l’artista Christopher Wool. Nel maggio 2013 la compagnia di Los Angeles presenta un nuovo lavoro per il quale hanno collaborato Benjamin Millepied, il compositore David Lang e l’artista Barbara Kruger.

Nel 2013 il coreografo scopre la compagnia ”Amoveo” con la quale elabora molteplici progetti. Con la compagnia collabora anche il musicista Nicholas Britell.

Sempre nel 2013, più precisamente in gennaio, Millepied viene nominato direttore dell’ Opéra di Parigi. Lo rimarrà fino alla fine dell’estate 2016. Ha deciso dunque di rinunciare all’incarico affidatogli nel 2013.

Dal 2013 a oggi ha continuato il suo lavoro con la compagnia L.A. Dance Project con la quale farà una tappa in Europa nei prossimi mesi. Nel maggio prossimo è prevista una tournée in Francia dove verranno presentati i lavori di Millepied, William Forsythe, Sidi Larbi, Roy Assaf e Cherkaoui.

Le informazioni per la stesura di questo articolo sono state prese dal sito www.benjaminmillepied.com/ e dal paragrafo ‘L.A. Dance Project’ a pag. 13  della rivista di danza Ballet2000 n°259  (noto anche come Ballettooggi). Mi sono servita però anche di altre fonti, come per esempio libri.

Immagine del sito ”Thinkprogress”. Link: http://thinkprogress.org/alyssa/2013/08/27/2530171/benjamin-millepied-paris-opera-ballet/

 

 

Teatro alla Scala (Milano)

Il Teatro alla Scala di Milano (più comunemente chiamato la Scala) ospita i più famosi artisti di tutto il Mondo da oltre duecento anni. Il teatro è situato nell’omonima piazza ed è affiancato dal Casino Ricordi, che oggi è la sede del Museo del Teatro alla Scala. Il bellissimo tetro prende il nome dalla Chiesa di Santa Maria alla Scala, che è stata così intitolata a causa della committente Regina della Scala. La Chiesa fu demolita alla fine del diciottesimo secolo e vi fu innalzato il teatro, inaugurato il 3 agosto 1778 con L’Europa riconosciuta, un dramma per musica composto per l’occasione da Antonio Salieri. Fino dall’anno di fondazione è sede del coro, dell’orchestra e del corpo di ballo, nonché dal 1982 anche della filarmonica.

Il Nuovo Regio Ducal Teatro

Il Teatro alla Scala fu costruito a seguito del decreto dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, dopo che l’incendio del 26 febbraio 1776 distrusse il teatro di corte. Il progetto del teatro fu affidato all’illustrissimo architetto Giuseppe Piermarini. La decorazione pittorica fu affidata a due grandissimi artisti Giuseppe Levati e Giuseppe Reina. Domenico Riccardi dipinse invece il sipario che secondo una leggenda rappresenta il “Parnaso”. Le spese di edificazione del Tetro furono in mano ai palcchettisti del cosiddetto “Regio Ducale”. La demolizione della collegiata di Santa Maria cominciarono il 5 agosto 1776, il 28 maggio 1778 si svolsero le prime prove di acustica e il 3 agosto, quando fu presente l’arciduca Ferdinando d’Asburgo-Este, governatore di Milano, di Maria Beatrice D’Este, del conte Carlo Giuseppe di Firmian e del duca Francesco III D’Este, venne inaugurato il “Nuovo Regio Ducal Teatro” con 3.000 posti.

Il Teatro non svolgeva solo un ruolo di spettacolo, cioè non si andava solo per ascoltare un’ opera lirica, musicale o per assistere a un balletto, ecc., ma era un luogo di ritrovo. Infatti i famosi palchetti venivano utilizzati per svolgere danze, o per invitare ospiti, mangiare e gestire la propria vita sociale. Spesso si giocava anche d’azzardo, la massa lo faceva solo a tetro in quanto era proibito giocare per strada, mentre nel teatro era d’abitudine. I primi tre ordini di palchi erano stati comprati dall’aristocrazia mentre il quarto e il quinto dall’alta borghesia. In platea e soprattutto in loggione, invece, vi era un pubblico misto costituito da: militari, giovani aristocratici, borghesi, artigiani.

Il problema maggiore nell’organizzazione delle stagioni era quello di mantenere vivo l’interesse da parte del pubblico, che spesso si dimostrava distratto poiché impegnato nello svolgimento di altre faccende come quelle sopra citate. Essendo a lungo andare ormai insostenibile lo sfarzo della  “Europa riconosciuta”, si iniziarono a mettere in scena nuove opere, tra le quali ricordiamo ” Troia distrutta” di Michele Mortellari, rappresentata per la prima volta il 1°settembre 1778. Tra le altre opere ricordiamo “Venere in Cipro” (1° gennaio 1779) di Felice Alessandri, il 30 gennaio “Cleopatra” di Pasquale Anfossi e il 26 dicembre ” Armida” di Josef Myslivecek.

Il 26 dicembre 1787 vennero introdotte le prime ” argantas”, ossia un tipo di lampada. In seguito a alcune morti di personaggi illustri, il teatro venne chiuso; tra queste ricordiamo: quella di Giuseppe D’Asburgo-Lorena e quella di Leopoldo II D’Asburgo-Lorena. Il 15 maggio 1796 ci fu la prima rappresentazione di ” Chant de guerre de l’armée du Rhin” (La Marseillaise) di Claude Joseph Rouget de Lisle. Il 24 marzo 1799 il Direttorio abolì il Palco Reale, ossia il palco posto frontalmente al palcoscenico. Nel 1823 venne posto al centro del soffitto un lampadario con ottantaquattro lumi a petrolio, grazie a un’idea di Alessandro Sanquirico. Molti si ribellarono; infatti ritennero che il lampadario illuminasse troppo la sala permettendo agli sguardi indiscreti di penetrare nell’intimità dei palchetti.

Milan - Scala - Facade.jpg

La facciata neoclassica de Teatro (immagine scaricata da Wikipedia).

Immagine raffigurante Santa Maria della Scala, Collegiata Regia, demolita per costruire il teatro. (Incisione di Marc’ Antonio Dal Re del 1745). Immagine scaricata da google immagini.

La facciata dal teatro raffigurata in due diverse incisioni storiche, una in rame del 1790 (sopra) e l'altra all'acquatinta del 1850 (sotto): si noti, in quest'ultima, il corpo laterale aggiunto nel 1835.

La facciata dal teatro raffigurata in due diverse incisioni storiche, una in rame del 1790 (sopra) e l'altra all'acquatinta del 1850 (sotto): si noti, in quest'ultima, il corpo laterale aggiunto nel 1835.

Due immagini raffiguranti il Teatro alla Scala, un’incisione in rame del 1790 e un’altra del 1850 in acquatinta. Nella Seconda incisione si può osservare il corpo laterale aggiunto nel 1835. (Immagini scaricate da google immagini).

Pianta del teatro in un’ incisione in rame di Gaetano Marcoli del 1789. (Immagine scaricata da google immagini).

ISTANTANEE- Anna Maria Farabbi: Vittoria Ottolenghi. L’enigma, l’estro, la grazia. Danze dionisiache dal Parnaso a Nijnsky

CARTESENSIBILI

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Un piccolo capolavoro firmato da una maestra come Vittoria Ottolenghi, scrittrice, giornalista, raffinata critica di danza. Indimenticabile la sua Maratona su Rai Uno per promuovere l’arte del balletto.
La sua scrittura ha la qualità pregevole di tessere coltissimi fili con leggerezza sapiente, ironica, velocissima e piacevole, riuscendo a porgere al lettore immagini di dettagli, gesti, sospensioni, differenze e identità del linguaggio corporeo nelle sue emozionanti figure aeree. Qui traccia le sponde della creazione coreografica tra il carattere dionisiaco e quello apollineo. Ne coglie l’essenza, nel corso dei secoli, ma anche condivisioni inscindibili, citando preziosi riferimenti a opere e artisti.
Completano il libro un utile percorso di approfondimento accompagnato da immagini e bibliogafia. La prefazione che annuncia le tematiche è di Francesca Adamo, curatrice del libro.

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Vittoria Ottolenghi, L’enigma, l’estro, la grazia. Danze dionisiache dal Parnaso a Nijnsky–  Mimesis 2014
A cura di Francesca…

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Polina Semionova

Polina Semionova, nata a Mosca il 13 settembre 1984, è una ballerina russa. Ha studiato danza classica presso la scuola di ballo del Teatro Bolshoi di Mosca.

Entrambi i genitori della famosa ballerina non avevano mai avuto esperienza nel mondo della danza, in quanto la madre era insegnante di inglese e il padre biologo. Il fratello più grande di Polina,invece, era un ballerino su ghiaccio. In seguito è passato, come la sorella, al balletto classico.

Polina Semionova si è laureata nel 2002 ed è entrata a far parte del Balletto Staatsoper di Berlino come prima ballerina a soli 18 anni. Ella ha dimostrato il suo particolare talento vincendo numerosi premi tra cui ricordiamo: una medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Balletto a Mosca nel 2001, il Primo Premio al Concorso Vaganova-Prix di San Pietroburgo nel 2002 e nello stesso anno il Premio Junior al Nagoya International Ballet Competition (Giappone). Infine nel 2005 il Premio Daphne del Theater Gemeinde a Berlino.

In Germania è conosciuta per aver ballato nel video musicale di Herbert Grönemeyer “Demo”.

La ballerina ha interpretato numerosi ruoli, soprattutto classici, come: La Bella Addormentata, Il Lago dei cigni, Romeo e Giulietta, Giselle, Cenerentola, Onegin, Don Chisciotte, La Bayadère, Shéhérazade.

 

Fotografia di Enrico Nawrath raffigurante la ballerina Polina Semionova.